Giacomo Casanova

L’uomo dietro il mito

Giacomo Casanova (Venezia, 1725 – Dux, Boemia, 1798) è una delle figure più affascinanti e complesse del Settecento europeo. Celebre per le sue avventure galanti, fu in realtà molto più di un seduttore: scrittore, filosofo, viaggiatore, uomo di musica, cultore dell’occulto, diplomatico e pensatore lucido del suo tempo.

Le origini

Nato in una famiglia di attori, rimase presto orfano di padre e venne affidato alla nonna materna. Fu un bambino fragile, curato da una “maga” a Murano: un episodio che lasciò in lui un’impronta duratura e alimentò il suo interesse per la magia, la cabala e le scienze occulte.

Gli studi e la vocazione ecclesiastica

Dimostrò sin da giovane un’intelligenza straordinaria: studiò diritto, filosofia, lettere, greco, matematica e musica. A nove anni fu mandato a Padova, poi avviato alla carriera ecclesiastica. A soli diciott’anni ricevette la tonsura e iniziò a frequentare i salotti veneziani come abate, coltivando relazioni influenti.

La Venezia del piacere e del rischio

Venezia era il cuore pulsante dell’Europa libertina e colta. Casanova ne incarnò lo spirito più vivace: tra relazioni pericolose, duelli, violini, scherzi e scandali, divenne rapidamente una figura nota e controversa. Il suo spirito brillante gli aprì le porte dell’alta società, ma lo condusse anche nei guai.

La fuga dai Piombi

Nel 1755 fu arrestato dal Tribunale degli Inquisitori di Stato e rinchiuso sotto i Piombi, nel carcere del Palazzo Ducale. Dopo quindici mesi, riuscì in una rocambolesca fuga, che raccontò più tardi in una delle sue opere più famose, Storia della mia fuga dai Piombi.

L’Europa ai suoi piedi

Iniziò così la sua vita da viaggiatore instancabile. Parigi, Londra, Amsterdam, Berlino, San Pietroburgo, Varsavia, Madrid, Roma, Vienna: Casanova attraversò l’Europa come testimone e protagonista del suo tempo. Fu massone, agente diplomatico, imprenditore, autore teatrale, consigliere di principi, frequentatore di filosofi e sovrani.

L’amicizia con Pietro Zaguri

Una delle relazioni più importanti della vita di Casanova fu quella con Pietro Zaguri, patrizio veneziano di grande cultura e mecenate illuminato. Zaguri gli fu amico, protettore e interlocutore intellettuale, soprattutto nei momenti più difficili. Il carteggio tra i due testimonia un legame profondo, fatto di stima reciproca, ironia, riflessioni politiche e letterarie.
A Zaguri Casanova scrive lettere dense di contenuti, in cui si riflette la sua vera natura: sensibile, colta, spesso disillusa ma mai priva di spirito. Questo rapporto umano e culturale è al centro del lavoro di ricerca promosso dalla Fondazione Giacomo Casanova, che trova in Palazzo Zaguri – dimora dello stesso patrizio – un luogo simbolico e reale di memoria condivisa.

L’opera letteraria

Oltre ai numerosi scritti politici, religiosi e filosofici, Casanova compose il suo grande capolavoro: Histoire de ma vie. In questa autobiografia monumentale, scritta in francese tra il 1789 e il 1798 nel castello di Dux (oggi Duchcov, Repubblica Ceca), traccia un’autoritratto lucido, ironico e straordinariamente moderno.

Gli ultimi anni

Negli ultimi anni visse come bibliotecario del conte di Waldstein nel castello di Dux. Isolato, malato, ma ancora pieno di vitalità intellettuale, continuò a scrivere, a tradurre e a corrispondere con l’Europa colta. Morì nel 1798 a 73 anni, dopo aver lasciato una testimonianza unica della sua epoca.

Casanova oggi

La figura di Casanova continua ad affascinare non solo per il mito libertino, ma per la profondità del suo pensiero, la sua apertura culturale, il suo spirito libero. Fu un intellettuale errante e curioso, animato da una costante sete di conoscenza e di vita.

La Fondazione Giacomo Casanova nasce per raccontare tutto questo: l’uomo, non solo il mito.

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